Alimentazione · Salute

Allergie e intolleranze alimentari

 

L’espressione “intolleranza alimentare” risale ai tempi dell’antica Grecia e può essere definita come un insieme di sintomi spiacevoli che possono insorgere in alcuni pazienti dopo l’ingestione di prodotti alimentari di vario genere. Le reazioni avverse al cibo si possono distinguere in tossiche e non tossiche, a seconda della “sensibilità” dell’individuo. Queste ultime sono a loro volta suddivise in mediate dal sistema immunitario, chiamate “allergie”, e non mediate dal sistema immunitario, comunemente definite “intolleranze”. La parete intestinale è direttamente coinvolta in queste reazioni avverse ad alcuni cibi, poiché essa gioca un ruolo chiave nell’assorbimento del cibo e nel controllo del sistema immunitario.

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  • Nelle allergie alimentari si ha un’ipersensibilità di tipo I, mediata dalle IgE e da componenti cellulari primari. L’assunzione di cibo a cui si è allergici comporta l’insorgenza di reazioni immediate, sistemiche, intense e potenzialmente mortali. Il meccanismo di reazione coinvolge principalmente la produzione delle IgE in risposta a determinati allergeni. Le IgE hanno un’elevata affinità per le mastcellule e, alla seconda esposizione all’allergene per cui si è sensibilizzati a seguito del legame dell’antigene con gli anticorpi IgE, vengono a crearsi i legami crociati tra l’antigene che possiede più siti di legame Fc e più molecole di IgE. Scatenando così il rilascio di varie sostanze farmacologicamente attive. Con la degranulazione delle mastcellule si ha il rilascio di mediatori primari (es. istamina e fattori chemiotattici) e  mediatori secondari sintetizzati ex-novo (es. prostaglandine, leucotrieni, trombossani e fattori attivanti le piastrine).Il rilascio di queste sostanze determinerà quindi una completa vasodilatazione (rossore), vasopermeabilità (edema), secrezione di muco, chemiotassi, costrizione del muscolo liscio (broncocostrizione) e aumento del dolore

La terapia di base dell’allergia alimentare è l’esclusione dalla dieta dell’alimento verso cui la persona è allergica.

  • Si stima che il 20% della popolazione sia affetto da intolleranze alimentari che sono spesso individuate con grande difficoltà, poiché possono manifestarsi dopo un certo periodo di tempo dal consumo dell’alimento responsabile. La sintomatologia associata alle intolleranze alimentari è piuttosto variabile e i sintomi più comuni sono: colon irritabile, mal di testa, affaticamento, problemi comportamentali, orticaria ecc. Questi sintomi, differentemente da quelli causati dalle allergie, sono dose dipendente quindi meno acuti, con la tendenza a ripetersi nel tempo e  difficilmente collegabili all’assunzione di un determinato alimento. Esistono diverse tipologie di intolleranze alimentari e i test per la loro identificazione sono numerosi. Le intolleranze enzimatiche sono determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. In questo caso è un enzima o una serie di enzimi a non essere prodotti prodotti dall’organismo per cui la sostanza assunta non può essere o non viene ben metabolizzata.  L’intolleranza enzimatica più frequente è quella al lattosio, seguita dalla celiachia che è la forma più comune di intolleranza al grano.

 

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