Alimentazione · Salute

Integratori alimentari: tutto quello che devi sapere

Uno degli argomenti di cui sento parlare più spesso in questi giorni sono gli integratoti alimentari. Un argomento cosi vasto che spesso porta alla nascita di vere e proprie “leggende metropolitane” sulla loro super efficacia o meno, non potevo quindi non spendere qualche parola in merito a questo argomento sopratutto, dopo tre anni di studi per raggiungere una laurea in scienze erboristiche e dei prodotti nutraceutici, mi sembrava quanto meno doveroso.

integratori-nutrizionali

Diversi studi epidemiologici sui rapporti tra la nutrizione e la distribuzione delle malattie hanno evidenziato due problematiche tanto diverse quanto contrastanti: se da un lato, nei paesi in via di sviluppo, esiste il problema di un basso apporto di nutrienti, ridotto apporto proteico, calorico e con carenze vitaminiche; dall’altro lato nei paesi industrializzati è sorta la necessita di porre rimedio a tutte quelle patologie collegate ad una eccessiva assunzione di nutrienti e calorie.

Quindi se da una parte abbiamo abbiamo problematiche legate alla malnutrizione dall’altra parte  insorgono sempre di più malattie come l’obesità, il diabete l’arteriosclerosi, più generalmente le “patologie del benessere”.

In particolar modo, i disturbi causati da abitudini alimentari poco utili e alcune volte addirittura pericolose hanno portato ad un sempre maggiore e continuo uso degli integratori alimentari. Questo uso è stato anche incentivato dalla FALSA convinzione che l’uso di particolari integratori possa migliorare lo stato di salute indipendentemente dalla correzione delle scorrette abitudini alimentari.

Da un punto di vista legislativo una maggiore apertura nei confronti degli integratori alimentari si è avuta già nel 1992 con il D.L.vo 27 Gennaio 1992, n.111, che prevedeva l’immissione in commercio dei prodotti dietetici. Contemporaneamente è stata anche ampliata la lista dei nutrienti ammessi infatti prima era semplicemente limitata alle vitamine, ai minerali ed a alcuni amminoacidi . E’ stato rivisto il dosaggio degli stessi. Sempre in relazione a tale legge sono stati aggiunti gli estratti vegetali ai prodotti alimentari destinati ad una particolare alimentazione. Questo decreto non si è limitato solamente ad apportare delle modifiche all’interno della lista dei prodotti ammessi, bensì ha modificato il concetto stesso della parola “integratore” prima utilizzata per indicare un prodotto aggiunto all’alimentazione. Oggi con questo termine si indica una fonte concreta di sostanze aventi un effetto “nutritivo” e sopratutto “fisiologico”, di fatti, adesso si inizia a parlare di prodotti nutraceutici e non più integratori alimentari.

Volendo però considerare anche l’aspetto negativo di questa nuova apertura nei confronti degli integratori non si può non evidenziare la situazione di borderline che si è oggi venuta a creare. Infatti, dopo la modifica dei dosaggi  delle sostanze nutritive presenti in questi prodotti, il confine tra farmaco e integratore è sempre più sfumato. Tale situazione di borderline è evidente, ad esempio, nel caso della glutammina presente in specialità medicinali con dosaggi giornalieri pari a 50 mg e negli integratori con dosaggi  giornalieri pare ad 1 gr. Anche i dosaggi dell’acido eicosapentanoico (EPA) e dell’acido decosaesaenoico (DHA) mostrano quest’aspetto, infatti la dose giornaliera in farmaci e di 1g, negli integratori non deve essere comunque inferiore ad 1 gr. Lo stesso dicasi per la rutina (posologia come farmaco 135mg/die; posologia come integratore 200 mg/die), per il fluoro (dosaggio come farmaco 0,25-1 mg; posologia come integratore 1,5-4mg). La stessa situazione si è creata nei confronti dei prodotti naturali infatti molti alimenti contengono estratti vegetali utilizzati anche nella preparazione di farmaci (OTC, galenici ecc..), qui il problema era posto sulla non necessità di trascrizione del dosaggio in etichetta ma la semplice indicazione dei prodotti in ordine decrescente di peso (successivamente con l’approvazione del D.L.vo 21 Maggio 2014 sono state prefissate nuove modalità di etichettatura, produzione, confezionamento e commercializzazione.)

E’ evidente che la presenza di dosaggi sovrapponibili, o in alcuni casi addirittura superiore, rappresenta un rischio per il consumatore sopratutto in relazione all’uno e all’abuso che lo stesso nei fa degli integratori stessi i quali spesso non sono assunti sotto il controllo medico.

Prima di parlare dei diversi tipi di integratori è bene fare una breve panoramica per distinguerli  ed identificarli già da subito:

  1. Integratori semplici: le fibre, gli integratori minerali e vitaminici, gli integratori proteici.
  2. Integratore complesso: Sostituto del pasto (proteine ad elevato contenuto biologico, carboidrati di pronta disponibilità, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali), integratore antiossidante, integratore salutare (diversi estratti vegetali sono stati assimilati ai prodotti alimentari e immersi in commercio come “alimenti” per prevenire o curare disturbi derivati da patologie).

INTEGRATORI CONTENENTI VITAMINE, MINERALI E AMINOACIDI.

Secondo uno studio della United States Food and Drug Administration tre quarti della popolazione americana adulta credono che un supplemento vitaminico sia in grado di migliorare il proprio stato di salute e la durata della vita mentre un quinto della popolazione crede l’insorgenza di determinate patologie sia conseguenza di una deficienza dietetica di vitamine, minerali  e alti nutrienti come aminoacidi e oligoelementi. Queste, e altre convinzioni, no sono tipiche solo negli Stati Uniti ma anche in Europa, Giappone e Canada. Conseguentemente, oggi, si abusa dell’uso degli integratori alimentari con tutte le possibili conseguenze che ne posso derivare eccone alcuni esempi:

  • Ferro: nausea, melema , dolori addominali
  • Iodio: irregolarità nel battito cardiaco, confusione mentale
  • Magnesio:  nausea, ipotensione, debolezza muscolare, aritmie
  • Potassio: tachicardia
  • Selenio: alopecia, apatia, alitosi, alterazione delle unghie

Bisogna inoltre precisare che l’assunzione di un integratore “naturale” rispetto ad uno di sintesi non porta a nessun vantaggio in quanto l’organismo non è in grado di distinguerne la natura e per ciò li metabolizza entrambi in maniera uguale. E’ anche poco consigliabile l’uso di integratori da parte di soggetti sani, piuttosto il ricorso a tali sostanze può essere appropriato in particolari situazioni fisiopatologiche o nei casi di carenze vitaminiche o di altri nutrienti.

I fattori che possono condurre a stati carenziali sono diversi tra cui: una dieta insufficiente, l’aumentato fabbisogno di un principio nutritivo, sindromi di malassorbimento o anche l’uso di farmaci (es. gli antibiotici possono causare un deficit di vitamina K; gli anticonvulsivanti una carenza di acido folico, calcio fostato, vit B1/D3/K; i corticosteroidi carenze di calcio, potassio, zinco, vit. C/B6/D3; i diuretici carenze di calcio magnesio, potassio e zinco; i contraccettivi orali ed estrogeni carenze di acido folico, vit. B6/B12/C).

Comunque la possibilità che si verifichi uno grave stato carenziale si ha solo nel caso in cui tutti o due di questi fattori si sommino. Così, un’integrazione può giovare ad una donna in gravidanza o durante la fase di allattamento. La gravidanza infatti comporta un aumento di piridossina, acido folico, vitamina C, B6, ferro , calcio, magnesio, zinco ecc… Inoltre, durante la gravidanza, vi è un ridotto assorbimento intestinale e nel corso dell’allattamento un aumento della clearance renale di acido folico e altri nutrienti. Durante l’allattamento al seno può rendere necessaria un’integrazione di vit C e di tiamina. L’impiego di latte di mucca impiega invece un’integrazione di vit. C e sopratutto vitamina K in quanto il neonato il neonato ne ha una particolare deficienza fino a quando non si sviluppa la flora batterica intestinale. l’integrazione può essere utile anche per gli alcolisti cronici in quanto l’alcolismo causa denutrizione per insufficiente apporto alimentare e alterazioni croniche dell’apparato digerente e del pancreas; nei giovani che utilizzano droghe (sia leggere che pesanti) in quanto possono essere causa di mal nutrizione a causa o di una ridotta alimentazione o alterazioni lungo il tratto gastrointestinale. E’ utile anche nei caso in cui si soffra di malattie che interferiscono con la digestione (anoressia nervosa, lesioni o processi flogistici a carico del cavo orale, parassitosi intestinale, morbo celiaco, insufficienza pancreatica ecc..). Anche soggetti con malattie epatiche o renali necessitano di un’integrazione in quanto in questi casi è compromessa l’attivazione della Vit. D e la capacità di immagazzinare ed utilizzare vit. A/B12 e acido folico.

INTEGRATORI CONTENENTI PRODOTTI NATURALI

L’impiego degli estratti vegetali come integratori alimentari, o alimenti, nasce dalla consapevolezza che diversi prodotti naturali sono in grado di prevenire malattie. Ad esempio gli antiossidanti (come tocoferoli, retinolo, beta-carotene, acido ascorbico) e alcuni estratti di piante (es. procianidine, tannini, proantocianidine ecc..) sono ad esempio utili a prevenire l’ossidazione delle lipoproteine e a combattere i radicali liberi.

#FitnessAndNutritionWeb

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.