Alimentazione · Salute

Quando scegli cosa bere ricorda il ‘residuo fisso’: cosa è, a cosa serve e come ci aiuta.

Dato che non possiamo fare a meno dell’acqua, analizziamo per bene questo alimento.

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Innanzi tutto: perché l’acqua possiede sali minerali? L’acqua avendo uno fortissimo potere solubilizzante è in grado di solubilizzare le sostanze solubilizzabili presenti nell’ambiente raccogliendo quindi sali minerali tra cui calcio, magnesio ecc..

 

Tutte le acque sono minerali (non solo quelle in bottiglia) ciò che differisce è la composizione in ioni disciolti. Le acque minerali e quelle potabili hanno origine e utilizzo diverso. Entrambe concorrono al bilancio idrico, ovvero a ripristinare le perdite di acqua che abbiamo con la sudorazione, le urine ecc..

L’acqua condottata contribuisce anche al fabbisogno domestico e per allontanare i reflui urbani.

Le acque minerali devono essere caratterizzate da una durezza originaria, imbottigliate come sgorgano dalla sorgente (non possono essere trattate) e possono essere vendute in bottiglie fino a due litri.

Le acque di sorgente sono vendute in confezioni di massimo 20 litri, sono pure all’origine ma non si effettuano studi sulla composizione minerale.

Le acque potabili sono quelle che possono essere trattate.

In fine abbiamo le acque già potabili su cui si fanno trattamenti che non hanno carattere sanitario ma che possono modificare le caratteristiche organolettiche. In esempio sono le acque che vengono modificate dagli impianti usati a livello domestico, nei ristoranti o nelle ”casette dell’acqua”.

I sali presenti nell’acqua sono una ricchezza dal punto di vista nutrizionale e vengono indicati con il termine DUREZZA dell’acqua che indica appunto il contenuto in cationi polivalenti, che è rappresentato per circa il 90-95% da ioni calcio e magnesio nell’acqua.

Il calcio e il magnesio sono due metalli alcalino terrosi che a contatto con l’acqua solubilizzano sotto forma ionica. La durezza si calcola prendendo 50 ml di acqua, si aggiunge un indicatore redox alla soluzione e se sono presenti calcio e magnesio l’indicatore si colora così che facendo una titolazione potrò sapere esattamente la concentrazione delle due sostanze.

Inoltre, qualunque acqua stimola la diuresi e l’acqua povera di sodio non tiene sotto controllo la pressione.

Nel caso del controllo della pressione non è il sodio presente nell’acqua a dover essere tenuto sotto controllo ma quello che aggiungiamo agli alimenti.

Studi epidemiologi hanno dimostrato che all’aumentare della durezza dell’acqua diminuisce l’incidenza di eventi cardiovascolari, quindi si è concluso che l’acqua con sali minerali è protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari (proprio per la presenza di calcio e magnesio). Uno studio ha mostrato come l’assunzione di acque ricche di calcio abbia portato ad una diminuzione del 6% del rischio cardiovascolare e per il magnesio una diminuzione del 20% di tale rischio.

Questo è un dato importante in quanto dimostra che bevendo acqua povera di sali minerali, il primo organo che ne risentirà sarà il nostro cuore in quanto il battito cardiaco è strettamente dipendente dalle concentrazioni di magnesio. Quando questa concentrazione diminuisce il cuore comincia a manifestare segni di sofferenza.

Quindi dimostrata l’importanza del calcio e del magnesio nelle acque minerali, non ha senso bere acque povere di sali minerali e non ha neppure senso utilizzare gli addolcificatori domestici che privano l’acqua di calcio e magnesio lasciando però presente nell’acqua solo il sodio (che tra l’altro è un ipertensivo, per cui nelle acque deve essere presente in basse quantità).

Un altro problema è dovuto alla convinzione che bere acque ricche di calcio determini la formazione di calcoli.

La formazione dei calcoli però non è dovuta all’assunzione di calcio, infatti, l’80% dei calcoli sono dovuti all’ossalato di calcio. Già alla fine degli anni novanta è stato condotto uno studio riguardante l’associazione calcio-calcolosi urinaria ed è risultato che chi beve acqua ricca di calcio ha meno calcoli in quanto non è stata dimostrata una relazione tra durezza dell’acqua e calcolosi, addirittura, bere acqua con poco calcio aumenta la probabilità di calcolosi. Quindi se anche voi bevete acqua povera di calcio sappiate che state riducendo ciò che in realtà vi protegge.

Un’ accortezza, per limitare la probabilità di formazione dei calcoli, è associare acqua ricca di calcio quando si assumono alimenti ricchi di ossalato. L’ossalato presente negli alimenti, infatti,  incontrando il calcio determina la formazione dell’ossalato di calcio a livello del tubo digerente così che non passi la mucosa intestinale e l’ossalato di calcio verrà poi eliminato con le feci.

I soggetti che hanno un’assunzione volutamente disgiunta dei due. Ad esempio i giovani che frequentano le palestre, mangiano cibi ricchi di proteine, bevono poco e assumono integratori lontano dai pasti faranno si che l’ossalato non incontrando concentrazioni di calcio a livello del tubo digerente andrà in circolo. Dopo qualche ora, assumendo l’integratore di calcio esso a sua volta non incontrerà l’ossalato e andrà anch’esso in circolo. Ossalato e calcio si incontreranno poi a livello renale determinando calcolosi.

 

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